Compilare un modulo PDF senza installare niente
Apri il PDF, passa in modalità «Moduli» e i campi diventano caselle in cui scrivere, direttamente sopra la pagina. Se il documento non ha campi puoi crearli tu, disegnandoli dove servono. Alla fine puoi lasciare il modulo compilabile, oppure bloccare i valori con «Appiattisci» perché nessuno li cambi. Tutto avviene nel browser: il modulo — che spesso contiene dati personali — non viene inviato da nessuna parte.
Come si compila, passo per passo
Apri il modulo
Premi «Apri» e scegli il PDF. Se il documento ha dei campi, l’editor li trova subito e li elenca nel pannello «Campi».
Passa in modalità «Moduli»
Nel selettore in alto scegli «Moduli». Con «Compila sul documento» i campi diventano caselle vere sopra la pagina, e scrivi dove serve.
Riempi i campi
Testo, caselle da spuntare, gruppi di scelta, menu a tendina ed elenchi. Il pannello laterale ti fa saltare da un campo all’altro.
Aggiungi i campi che mancano
Se il modulo è «piatto», con «Aggiungi campo» scegli il tipo, dai un nome e disegni il riquadro sulla pagina.
Blocca i valori, se serve
«Appiattisci» trasforma i valori compilati in contenuto fisso della pagina: nessuno potrà più modificarli, e il modulo si apre uguale in qualunque lettore.
Salva
Con «Salva» scrivi il file. L’editor ti avvisa se hai lasciato vuoti dei campi obbligatori, dicendoti quali.
Ci sono due modi di lavorare, e conviene provarli entrambi. Il pannello laterale elenca tutti i campi con il loro nome: comodo su un modulo lungo, perché non devi cercarli a occhio. La modalità «Compila sul documento» mette invece le caselle sopra la pagina, dove il modulo le disegna: comoda quando il nome del campo non dice granché.
I tipi di campo che l’editor gestisce
| Tipo | Si compila | Si può creare |
|---|---|---|
| Testo, a una riga | Sì | Sì |
| Testo multiriga | Sì | Sì |
| Casella da spuntare | Sì | Sì |
| Gruppo di scelta (radio) | Sì | Sì, da due opzioni in su |
| Menu a tendina | Sì | Sì |
| Elenco | Sì, un valore alla volta | Sì |
| Campo firma | No | No |
| Pulsante | No | No |
I campi in sola lettura restano disattivati, come previsto dal documento. I campi obbligatori sono segnalati visivamente, e se ne lasci qualcuno vuoto l’editor te lo dice — al salvataggio, allo scaricamento, alla condivisione e all’esportazione: su tutte le vie d’uscita, non solo su una. È un avviso, non un divieto: un modulo si può salvare anche a metà.
I moduli XFA non sono supportati
Esistono due tecnologie di moduli PDF. AcroForm è quella standard e diffusa, ed è quella che l’editor gestisce. XFA, creata con Adobe LiveCycle, è un’altra cosa: i campi non compaiono e non c’è modo di compilarli qui. Si riconoscono perché molti lettori mostrano un avviso che invita a usare una versione più recente di Adobe Reader.
Creare i campi dove non ci sono
Un modulo «piatto» — un PDF stampabile senza campi, come tanti moduli scaricati da un sito — si può trasformare in un modulo vero. Con «Aggiungi campo» scegli il tipo, dai un nome al campo e disegni il riquadro sulla pagina. Il risultato è un PDF compilabile anche fuori di qui, con Acrobat o con qualunque altro lettore.
Qualche regola pratica: i nomi devono essere unici, un gruppo di scelta richiede almeno due opzioni, e i riquadri troppo piccoli vengono scartati. Se la pagina è ruotata l’operazione viene rifiutata, perché il campo risulterebbe di traverso negli altri lettori. Un campo creato non si sposta più: se sbagli posizione, va eliminato e rifatto.
Le proprietà di ogni campo
Su un campo esistente puoi cambiare nome, aggiungere un suggerimento che compare al passaggio del mouse, renderlo obbligatorio o in sola lettura, dargli un valore predefinito. Sui campi di testo puoi attivare il multiriga, imporre una lunghezza massima, o la scrittura a caselle separate. Sui menu e sugli elenchi si modifica la lista delle voci.
Formati e calcoli
Numero
Decimali da 0 a 15, separatore delle migliaia, carattere decimale, e la
forma dei negativi: -1.234,50 oppure (1.234,50).
Valuta
Simbolo a scelta, prima o dopo il numero: 1.234,50 €
oppure € 1.234,50.
Data
Cinque schemi, da gg/mm/aaaa a aaaa-mm-gg,
con un lettore tollerante che accetta anche l’anno a due cifre.
Maschera
# una cifra, A una lettera, * un
alfanumerico, ? qualsiasi cosa. Formatta mentre scrivi: non
rifiuta i valori sbagliati.
Calcoli
Somma, prodotto, media, minimo, massimo, e una notazione semplificata
come a + b*2 - c. I campi calcolati diventano di sola lettura
e si aggiornano da soli.
Ordine di tabulazione
Al salvataggio i campi vengono riordinati riga per riga: su un modulo a due colonne il tasto Tab non salta più a caso.
Formati e calcoli non restano prigionieri di questo sito: al salvataggio vengono scritti nel PDF anche nella forma standard che Acrobat capisce, così un totale calcolato qui continua a funzionare altrove. L’unica eccezione è la maschera, che non ha un equivalente standard.
Esportare e reimportare i dati
| Formato | Esporta | Importa | A cosa serve |
|---|---|---|---|
| JSON | Sì | Sì | Riusare i dati fra documenti, o passarli a un altro programma |
| XFDF | Sì | Sì | Lo standard dei dati modulo: lo capiscono anche gli altri lettori |
| CSV | Sì | No | Aprire i valori in Excel o in un foglio di calcolo |
| FDF | No | No | Il formato più vecchio non è gestito |
«Esporta i dati» scrive JSON e XFDF con un solo comando. All’importazione i campi vengono abbinati per nome: quelli che non trovano corrispondenza vengono contati come ignorati, e il conteggio te lo mostra. Le caselle da spuntare vengono lette dal loro vero stato interno, non da un valore indovinato: è il dettaglio che fa funzionare lo scambio con Acrobat.
Chiudere il modulo: Reset e Appiattisci
Reset
Svuota tutti i campi in un colpo solo e li lascia compilabili. Non ripristina i valori predefiniti: li azzera. Non chiede conferma, quindi meglio saperlo prima.
Appiattisci
Fissa i valori dentro la pagina: i campi smettono di esistere come campi e nessuno può più cambiarli. Vengono incorporati anche i commenti e le evidenziazioni. È l’operazione giusta prima di consegnare un modulo, o prima di unirlo ad altri documenti. Non si annulla: conserva una copia compilabile.
Per aggiungere alla fine il tuo segno, c’è la firma: quella disegnata a mano, o quella digitale con certificato.
Domande frequenti
Il mio PDF non ha campi compilabili: posso comunque riempirlo?
Sì, in due modi. Puoi creare tu i campi con «Aggiungi campo», disegnandoli dove servono: il documento diventa un modulo vero, compilabile anche da altri. Oppure, se ti serve solo scriverci sopra una volta, puoi usare la firma con i segni ausiliari, o aggiungere testo dalla modalità «Testo».
Funziona con i moduli della pubblica amministrazione?
Con quelli in formato AcroForm sì, ed è il formato più diffuso. Non funziona invece con i moduli XFA, quelli creati con Adobe LiveCycle: sono una tecnologia diversa, l’applicazione non li gestisce e i campi non compaiono. Si riconoscono perché in molti lettori mostrano il messaggio «per visualizzare questo documento serve una versione più recente di Adobe Reader».
C’è un controllo sul codice fiscale o sull’IBAN?
No. Ci sono i formati numerico, valuta, percentuale, data e maschera, ma la maschera formatta e non valida: scarta i caratteri che non rientrano nello schema, non rifiuta un valore sbagliato. L’unico controllo vero è l’avviso sui campi obbligatori lasciati vuoti.
I calcoli funzionano anche in Acrobat?
Sì. Formati e calcoli vengono scritti nel PDF anche come azioni standard, quindi un totale calcolato qui continua a funzionare aprendo il file in Acrobat. L’eccezione è la maschera, che non ha un equivalente standard: funziona solo dentro questo editor.
Che differenza c’è fra «Reset» e «Appiattisci»?
Reset svuota tutti i campi lasciandoli compilabili — e lo fa senza chiedere conferma. Appiattisci fa il contrario: fissa i valori nella pagina e i campi smettono di esistere come campi. Appiattire non si annulla: conviene salvare prima una copia compilabile.
Posso riusare gli stessi dati su un altro modulo?
Sì. «Esporta i dati» produce insieme un file JSON e uno XFDF; «Importa dati» li rimette dentro un altro documento, abbinando i campi per nome. I campi che non trovano corrispondenza vengono contati come ignorati, non danno errore.
Posso avere i dati in Excel?
Sì, con «Esporta i campi in CSV»: due colonne, nome del campo e valore, con le caselle spuntate scritte come «Sì» e «No». Il file ha la firma UTF-8 che serve a Excel per leggere correttamente gli accenti. Nella direzione opposta però il CSV non si reimporta: per rimettere dentro i dati servono JSON o XFDF.
I dati che scrivo restano su questo sito?
No. Il documento e i valori restano nella memoria del browser finché la scheda è aperta, e vengono scritti solo nel file che salvi tu. Non c’è nessun invio.
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